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Il discorso di Laura Piccioli davanti alla targa della stazione di Mauthausen

maggio 17, 2013

Aned Firenze

Ogni volta che arrivo a Mauthausen e soprattutto ogni volta che arrivo davanti a questa targa, ripenso allo zio, e a quell’11 marzo del 1944, quando arrivò con il treno proprio in questa stazione e probabilmente passò proprio da questa strada dove siamo noi adesso. Penso all’accoglienza che gli fu data allora: uomini delle SS che urlavano ed imprecavano contro di lui ed i suoi compagni, la neve, il freddo ed il silenzio di un paese che si tappava gli occhi pensando così di non sentirsi complice di quello che stava accadendo. Immediatamente comincio a fare dei paragoni e penso all’accoglienza che noi abbiamo oggi qua: Thomas, Walter e tutto il resto della delegazione e della cittadinanza di Mauthausen ci accolgono da anni ormai come se facessimo parte della loro famiglia, come se fossimo parte integrante di questa comunità. Tutto questo mi dà grande soddisfazione e mi riempie di gioia…

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