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Salire su un barcone

ottobre 3, 2013

La Torre di Babele

Ho sempre avuto l’idea di salire su un barcone. Ma ho avuto paura. Ricordo in quelle interminabili giornate (e nottate) a Valona, allora punto di partenza di tutti i migranti. Stavamo all’hotel Bologna e sulla spiaggetta erano in fila, sempre, almeno dieci gommoni. A un certo punto gli scafisti facevano un fischio e dalle case sulla costa uscivano di corsa i disperati per infilarsi, in mezzo ai mitra, in quelle piccole arche di noè. Chiamavo Giorgino a Brindisi e lo avvertivo. Solo che i gommoni partivano a raggiera e di quei dieci ne avvistavano sulle coste pugliesi uno, massimo due. Gli altri scaricavano i disperati che si mischiavano agli italiani o magari prendevano il treno per il nord. Questo è sempre stato un aspetto sottovalutato che ha offerto solo cifre parziali sull’invasione. Ad assistere alla partenza c’era anche Rami Isufi, proprietario dell’albergo e con un passato (si dice) da…

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