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Questi sono gli uomini (russi) che cercano i dispersi italiani

dicembre 1, 2013

Lettere dal Don

Mosca. La struttura che da noi si chiama Onorcaduti, in Russia si chiama associazione dei memoriali militari. Entrambe dipendono dai rispettivi Ministeri della Difesa. Il capo qui a Mosca è Eugheny Piliaev, ma in realtà il vero uomo-macchina delle ricerche dei dispersi nella seconda guerra mondiale è Vassily Tolochko, da diciotto anni impegnato in un’opera sempre più complicata man mano che passano gli anni e i testimoni diretti non sono più in vita. Stanno in un palazzone di periferia, nel quartiere di Nagatino, lontanissimo dal centro. “Finora abbiamo riesumato 10.663 italiani, 2870 sono stati identificati – ci dice -. Gli ultimi 121 sono stati rimpatriati la settimana scorsa. Li abbiamo trovati nella regione di Rostov, è stato un lavoro lungo e difficilissimo, abbiamo cominciato addirittura nel 2008, erano sepolti cinque metri sotto terra. Abbiamo consegnato agli italiani sei piastrine di riconoscimento, so da Roma che già tre sono stati identificati”…

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