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Storie – Luciano Zamboni

Dimenticati di Stato

luciano zamboni

Ricostruzione di Roberto Zamboni

Sul muro che fiancheggia il lungo viale che porta al camposanto del mio paese, s’intravedono, nascoste dall’edera, cento piccole lapidi. Ognuna di queste riporta il cognome, il nome e il grado, dei soldati che morirono durante i due conflitti mondiali. Le prime cinquantacinque sono dedicate a coloro che persero la vita durante la Grande Guerra, le rimanenti, a tutti quelli che, arruolati nel Regio Esercito, perirono tra il 1940 e il 1945. Le ultime sedici portano sul fondo l’incisione «Disperso». Ed è proprio su quella adiacente all’entrata del cimitero che, il due di novembre, giorno della commemorazione dei defunti, mia nonna si fermava e deponeva un fiore.

 lapide montorioLapide nel cimitero di Montorio Veronese

Vedersi portar via un figlio poco più che ventenne, per poi scoprire che è morto di stenti e maltrattamenti in un campo di concentramento, è sicuramente una cosa terribile.

Non avere una…

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Il giorno in cui Anna Frank si nascose nell’Alloggio segreto

Con occhi di bambini

anna350x500Il 9 luglio 1942 era giovedì, come oggi. Fu il giorno in cui la famiglia Frank (il padre Otto, la madre Edith, le due figlie Anne e Margot) lasciò la sua casa ad Amsterdam e si nascose nell’Alloggio segreto dove sarebbe rimasta fino all’irruzione dei nazisti il 4 agosto 1944. Nel suo diario Anne lo racconta così: “Strada facendo papà e mamma mi svelarono con un racconto spezzettato la storia del nascondiglio. Già da parecchi mesi avevano mandato via di casa quanto più avevano potuto di mobili e biancheria; ed eravamo ormai pronti a trasferirci volontariamente il 16 luglio. La chiamata delle SS aveva fatto anticipare il piano di fuga di dieci giorni, cosicché avremmo dovuto accontentarci di un appartamento meno in ordine. Ci saremmo rifugiati nella casa dove il babbo aveva l’ufficio.”

Potete fare la visita virtuale della casa in cui si nascosero su http://www.annefrank.org/secretannex

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4 Luglio 1299. La battaglia navale di Capo d’Orlando

Voluntas Siculorum

Battaglia navale di Capo d’Orlando
Ciò che mi accingerò a raccontare è una delle battaglie più epiche della storia medievale e non solo, rientrante all’interno della novantennale Guerra del Vespro.

I contendenti sono Giacomo II, re di Aragona, già re di Sicilia e deposto dal Parlamento Siciliano, a capo della coalizione antisiciliana di nazioni europee tra cui il papato; dalla parte opposta Federico III, re di Sicilia, eletto nel 1296 dal Parlamento proprio in sostituzione del fratello Giacomo accusato di tradimento.

Verso la fine di giugno del 1299 partì la spedizione contro la Sicilia; Federico III convocò il Parlamento a Messina dove si invitava tutti i siciliani a difendere la propria patria.

La flotta siciliana partì intorno al 2 luglio dalla città dello Stretto e composta da quaranta galee alla quale dovevano congiungersi, dalla Sicilia occidentale, le altre otto guidate dal Giustiziere del regno Matteo Termini. L’obiettivo era impedire lo sbarco delle navi aragonesi.

Durante…

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Poco di buono (Massimo Gramellini)

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A Prati, quartiere del centro di Roma, una ragazzina viene trascinata in un parco e stuprata da un uomo di trent’anni. Immediata sul web si scatena la caccia al nero, all’immigrato, al rom, al sindaco Marino che li lascia andare in giro tutti e tre indisturbati a violentare le nostre donne. Ma appena irrompe la notizia che lo stupratore presunto è un italiano purosangue, per di più militare al servizio della sacra Patria, l’esecrazione della Rete dimentica immediatamente il carnefice e sterza sul vestito corto della vittima (a luglio di solito si indossano gonnelloni di lana) e sui genitori depravati che le permettono di rimanere in strada oltre la mezzanotte a differenza di Cenerentola. Gli stessi fini pensatori che sarebbero stati disposti a incendiare un campo rom per vendicare la ragazza offesa da uno di «quelli», indirizzano adesso i loro miasmi contro la scostumata.  

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Genova la deportazione degli operai 16 giugno 1944

STORIE DIMENTICATE

Il Giugno del 1944, 1.488 operai genovesi furono deportati a Mauthausen.
Nella tarda mattinata di una giornata caldissima, scattò la rappresaglia contro gli scioperi che si erano tenuti all’inizio del mese, guidata dalle forze di occupazione tedesca con la partecipazione di polizia e brigate nere. L’azione fu condotta con tecnica militare. Innanzi tutto nella scelta degli obiettivi.

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«L’AMACA» DEL 14 GIUGNO 2015 (di Michele Serra)

Nelle valli senza tregua l’Italia conquista la propria libertà.

Vento d' Aprile

ERRATA CORRIGE : COME POTRETE RILEVARE E’ GIUNTO AGLI  ISCRITTI AL BLOG – CON POSTA ELETTRONICA – UN PRIMO FRAMMENTO DEL PRESENTE TESTO, IMMOTIVATAMENTE (INCAUTAMENTE !?) PUBBLICATO. CE NE SCUSIAMO E PROVVEDIAMO AD APPORTARE UNA DOVUTA CORREZIONE ALLA PARTE CONCERNENTE  LE LANGHE.    Pur nei limiti espositivi che ci siamo imposti, e già richiamati all’inizio del precedente “articolo”, ci pare doveroso dare rilievo  ad alcuni episodi che, in quella stagione, segnarono il tributo di sangue e di sacrificio di popolo che furono cemento della lotta di Liberazione e fondamento dell’affrancarsi del Paese dal giogo del nazifascismo.images       Ricordi personali, testimonianze, rapporti e comunicazioni fra formazioni e comandi, ricerche storiche offrono ormai una corposa bibliografia, costituiscono fonti e stimoli per    approfondire.   Le forze tedesche, ritraendosi sui tre fronti europei, non potevano “trascurare” l’azione disturbatrice dei patrioti italiani, reagivano con rappresaglie ed eccidi,ostentando crudeltà e moniti d’ogni genere, per…

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